L'urtiga
un'altra voce in Valsesia
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4 nov
di Michele Pizzorno
L’ultima campagna pubblicitaria che l’onorevole Buonanno ha lanciato sulla propria attività parlamentare mi lascia perplesso ed esterrefatto. L’Onorevole ha presentato in data 23 marzo una proposta di legge in cui si vuole tassare del 1% i “trasferimenti di denaro all’estero effettuati dai cittadini di Paesi non membri dell’Unione europea tramite le banche, le agenzie di incasso e trasferimento di fondi e ogni altro intermediario finanziario”. La proposta quindi vorrebbe tassare le rimesse di tutti gli immigrati presenti sul territorio italiano.
Cercando di tralasciare ogni commento su questa vile proposta che vorrebbe tassare il lavoro degli stranieri più del lavoro degli italiani, perchè tanto non possono votare ed “È chiaro” come scrivono Buonanno e colleghi ” che tali rilevanti rimesse costituiscono, da un lato, fonti di sostentamento per le famiglie dei soggetti stranieri, ma, dall’altro,denaro che è sottratto ai circuiti del consumo e del risparmio italiani, penalizzandone di fatto l’economia. “(Come dire che se mi compro l’ipod o se tifo Barcellona, o peggio, mi compro una Wolksvagen NewBeatle come quella dell’onorevole danneggio l’economia italiana!!!), vorrei invece capire se Buonanno ci è o ci fa, in quanto la pubblicità che fa sui giornali risulta largamente inesatta. Continua >
15 set
Lunedì sera si è svolto al teatro di Serravalle, l’incontro di presentazione della raccolta dei rifiuti porta-a-porta. Durante l’incontro sono intervenuti il sindaco Basso, l’assessore all’ambiente Mora e la dottoressa Federica Gemma di Ederambiente, i quali hanno illustrato il percorso storico e normativo che hanno portato al prossimo metodo di raccolta differenziata, le imposizioni burocratiche da rispettare, le necessità ambientali ormai impellenti. La dottoressa Gemma in particolare ha spiegato come avviene la raccolta differenziata e come ci si deve comportare a casa per effettuarla correttamente, come vanno suddivisi i vari materiali, quando devono essere lavati, cosa si può mettere nella “carta”, cosa nel “vetro” e che cosa è l’”umido”. Anche per la “plastica” non ci sono stati particolari problemi , la spiegazione è stata chiara: tutti i materiali da imballaggio sono riciclabili, gli altri no. Semplice, chiaro, limpido. In mezzo ai numerosi esempi che ha portato non ho potuto far altro che trovarmi d’accordo, fino alla fatidica frase: “Le stoviglie di plastica, piatti e bicchieri di plastica non sono riciclabili, vanno nell’indistinto”. E qui è arrivato il primo punto interrogativo: Continua >
3 lug
di Libera Borgosesia
Giovedì 7 luglio, dalle ore 19.30 presso la Sede degli Scout di Bettole di fronte alla Chiesa locale, l’evento conclusivo del nostro anno sociale: una cena della legalità preparata interamente con i prodotti di Libera Terra realizzati nei beni agricoli confiscati ai mafiosi.
Alla cena sarà presente anche la referente regionale di Libera Piemonte Maria Josè Fava, che a inizio serata racconterà e valuterà con il pubblico presente la recente “Operazione Minotauro” che ha portato all’arresto di 150 affiliati all’ N’drangheta nel solo territorio piemontese, svelandone inoltre i costanti contatti e collaborazioni con alcuni personaggi politici del panorama regionale, beni mobili ed immobili per un valore di 117 milioni di euro sequestrati e in attesa di confisca. Sarà inoltre l’occasione per tracciare tutti insieme un bilancio dell’anno trascorso e, insieme a Maria Josè, valutare complessivamente l’attività di Libera su tutto il Piemonte.
Il prezzo della cena sarà di 10 euro, salvo possibili riduzioni; è richiesta la prenotazione contattando Andrea Moresco 3491780799 o scrivendo a borgosesia.libera@gmail.com .
Speriamo nella presenza soprattutto di tutte quelle persone e associazioni che ci hanno seguito e con cui abbiamo lavorato per tutto l’anno passato, per poterci salutare tutti insieme prima dell’estate e gettare progetti e ambizioni per l’anno venturo.
29 giu
Sembra il titolo di una rubrica della settimana enigmistica, ma potremmo tranquillamente applicarlo all’attualità serravallese e valsesiana.
Forse vi è sfuggito che il comune di Serravalle e la provincia di Vercelli, assieme ad un imprenditore privato, sono stati condannati dal TAR regionale su un ricorso contro la centrale a biomasse presentato da alcuni cittadini. E mentre tutti si fermavano a leggere i manifesti proclamatori del sindaco e la risposta dell’opposizione, nessuno trovava sui giornali la notizia se non con estrema fatica, quella vera, il primo movens del ritorno di fiamma della centrale serravallese.
Il 16 giugno il TAR ha emesso la sentenza, accettando in pieno il ricorso, per cui ha di fatto dichiarato nulla la delibera della giunta provinciale sull’autorizzazione a costruire. Continua >
27 giu
di Ambrogio Ercoli
Credevo, e speravo, che dopo tre mesi di estenuante campagna elettorale per qualche tempo si riuscisse a fare altro, ben sapendo che l’anno prossimo saremmo stati daccapo. La mia speranza è durata pochi giorni e a Serravalle siamo ripartiti con carichi di retorica in vista delle prossime amministrative.
Torna improvvisamente d’attualità la centrale a biomasse. A quanto pare, dopo aver quasi perso le elezioni per la provincia su questo argomento, la lega ha deciso di non lasciar scorrere tempo inutilmente e di iniziare, con almeno dieci mesi di anticipo, la campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Serravalle.
Così su Notizia Oggi di lunedì 20 giugno, in prima pagina, si leggeva un titolo a cinque colonne che affermava che “Serravalle cancella la centrale”. Il sottotitolo riportava, sempre tra virgolette per citare le parole del sindaco “non ci sono le condizioni”.
Sono contento che dopo anni che tutti dicono all’amministrazione che la centrale, così come è progettata, non ha senso né per la sostenibilità del progetto da un punto di vista economico e ambientale, né da un punto di vista della salute dei cittadini di Serravalle, anche in giunta sia arrivata questa ventata di novità. Così, con il vento in poppa, il sindaco ha tappezzato il paese di manifesti in cui dispiega tutto il suo impegno a bloccare la centrale. Non contento ha preso carta e penna e ha spedito ad ogni famiglia il suo pensiero. Continua >
17 giu
Segnaliamo questo evento al parco Vinzio di Grignasco. La redazione di Urtiga nel pomeriggio di domenica 19 parteciperà a:
“L’assedio del presente”: cultura, mass-media e potere.
Commento-dibattito sull’ importanza della cultura in una società fortemente mediatica, specialmente per quanto riguarda la popolazione giovanile.
Per tutte le info http://spartyacque.altervista.org/
13 giu
Leggo che alla chiusura dei seggi, ieri sera alle 22, aveva votato il 41% degli italiani. Che sorpresa! Davvero una percentuale significativa. Con oggi spero proprio che il quorum venga raggiunto, ma anche se così non fosse, sarei contenta lo stesso dei segnali che stanno arrivando. Vorrebbe dire infatti che quasi la metà degli adulti e dei giovani italiani non è più disposta ad una accettazione passiva delle leggi e che desidera farsi sentire. Per molti anni io stessa non mi sono interessata di politica e sono andata a votare più per dovere che per convinzione. Continua >
10 giu
Non era prevedibile. E che non fosse prevedibile ce lo siamo augurati tutti, perché in caso contrario partirebbe una caccia all’uomo, verso colui che ha avuto la capacità di previsione e non ha fatto nulla.
Non era prevedibile: questa frase ce la siamo sentiti ripetere per giorni, finchè qualcuno ha pensato che gli si stesse rivolgendo contro, quella scusa così debole, per cui era meglio non dirla più, anzi, non parlare più del tutto dell’intera faccenda. Così, dopo settimane di martellamento mediatico, quando l’opinione pubblica stava prendendo un brutta piega e si avvicinavano le elezioni, in alto devono aver deciso che di nucleare non ne volevano più sentire parlare, e così è stato.
Non era prevedibile un terremoto in un territorio da sempre tra i più sismici al mondo.
Non era prevedibile uno tsunami nel paese che ha coniato il nome stesso dell’onda anomala. Continua >
6 giu

Valsesia post-nucleare. Sono riportati i raggi di sicurezza a 50 km: rosso per Ivrea, nero per Trino, Viola per Voghera. In marrone i confini della Valsesia.
di Ambrogio Ercoli
Un piccolo pezzo di terra, dai nomi famigliari, con niente di particolare se non il fatto che è casa nostra. Un pezzo di terra che, se visto da lontano, da un satellite, sembra al centro del mondo, ma per noi che vi ci muoviamo dentro, il mondo sembra così grande, che anche quel piccolo pezzo di terra sembra non avere confini. Nomi famigliari tra cui ci aggiriamo nelle nostre giornate di lavoro e divertimento, in cui conosciamo gente, che amiamo o disprezziamo. Gente di cui ci avvolge il profumo e le parole, gente di cui sopportiamo a stento l’odore. Ma sono i nostri vicini di casa, dal vino di Gattinara, alle funivie di Alagna. Io sono qui, in mezzo a questo, dall’estremo sud, all’estremo nord-ovest. Oltre c’è il resto d’Italia, con cui convivo, di cui in parte mi curo. Ancora più oltre, il Mondo, il pianeta Terra, dove sogno di muovermi e a cui guardo per avere idee o risposte. Così capita che ti guardi in giro e dall’altra parte del mondo arriva la notizia di una disgrazia imprevedibile, se non fosse per la data che ti dice che è in Giappone adesso, potrebbe tranquillamente essere l’Unione Sovietica di vent’anni fa, o gli Stati Uniti di Quarantanni fa. Stessa paura, stesso sgomento, stessa impotenza di fronte a un mostro che fino a ieri ci nutriva ed ora ha deciso di mangiarci. Continua >
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